tre notturni

Immagine anteprima YouTubeGianluca Cascioli : Tre Notturni per pianoforte (2009-2012)
1. Dolcissimo, tranquillo ma fluido (dedicato a Enrico Correggia)
2. Solenne (dedicato a Francesca)
3. Adagio molto (dedicato ai miei genitori)
Gianluca Cascioli, piano

Il primo Notturno (Dolcissimo , tranquillo ma fluido) si ispira a quel genere di polimetria generalmente attribuita a Henry Cowell (1897 – 1965) : il cosiddetto accordo-ritmicoSi tratta di una polimetria basata sulle armoniche naturali (in verità l’ idea di questa polimetria armonica è di Monsignor Bartolomeo Grassi Landi che la teorizzò nel 1897, ben prima di Cowell).  Spiegando in breve il procedimento possiamo dire che nello spazio di tempo in cui la fondamentale vibra 1 volta , la seconda armonica vibra 2 volte , la terza armonica 3 , la quarta 4 volte, la quinta 5 e via discorrendo. Quindi una polimetria 2 contro 3 contro 4 contro 5 rappresenta insomma quello che potrebbe essere il “ritmo” generato dalle vibrazioni di una triade. Nel primo Notturno, questo gioco ritmico inizia a misura 22 , misura in cui si può trovare il tema in canone mensurale all’ unisono ( una voce è in ritmo binario mentre l’ altra ripete poco dopo la stessa cosa in tempo ternario). La mano sinistra accompagna il tutto in quintine. Per coerenza, l’ armonia è anch’essa basata sulle armoniche naturali ed è governata dalla Concinnitas , il sistema armonico ideato da Alberto Colla (già sopra descritto).

Il secondo Notturno (Solenne) è basato sul contrasto di 2 idee : la prima è corale e maestosa, mentre la seconda (benchè motivicamente derivata dalla prima) è delicata come un carillon. Questo principio dialettico continua intensificando la prima idea e rallentando e frammentando progressivamente la seconda (conducendola man mano nel registro grave). Sopra la seconda idea rallentata (ora trasformata in sfondo neutro) nasce un nuovo canto. Segue una sezione estatica, caratterizzata da un melos assai cromatico, subito sottoposto ad una variazione poliritmico-puntillistica. Ritorna infine l’ idea iniziale del brano (quella corale e maestosa) in maniera trasfigurata e sospesa, a modo di carillon.

Il terzo Notturno (Adagio molto) si apre con un nobile e delicato corale nel registro grave (basato su simmetrie armoniche) che lascia presto spazio ad una sezione più lirica e fluida interamente caratterizzata da una falsa pseudo-polifonia. L’accompagnamento ondeggiante, è situato spesso nello stesso identico registro della melodia e genera in questo modo una poliritmia ed una illusione di falso-contrappunto.
La coda conclusiva riprende la quiete iniziale (ed espande la complessità delle simmetrie armoniche) : il tema è ora trasfigurato, etereo, lunare e si disperde verso la regione acuta del pianoforte…

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